Rischi ambientali: come riconoscerli e gestirli garantendo la business continuity

Rischi ambientali come riconoscerli e come gestirli garantendo la business continuity.
Andrea Quaranta a Safety Expo 2019

“Rischi ambientali: come riconoscerli e come gestirli garantendo la business continuity” è il tema dell’incontro – tenutosi lo scorso 19 settembre nell’ambito del Safety Expo di Bergamo organizzato da EPC Editorre, Milano – nel quale sono intervenuti:

  1. Dott. Andrea Quaranta – Consulente ambientale e Environmental Risk and crisis manager (coordinatore), primo da destra.
  2. Dott. Geol. Stefano Di Nauta – Gaia srl (La gestione del rischio ambientale – Interventi, obblighi e responsabilità), secondo da destra.
  3. Ing. Maurizio Melino – Lead Auditor – docente Alma Laboris (Visioni in prospettiva – L’ambiente come opportunità), terzo da destra.
  4. Dott.ssa Lisa Casali – Pool Ambiente (Il trasferimento del rischio – Soluzioni in ottica preventiva e proattiva).

L’incontro si è articolato in una vera e propria narrazione, coordinata dagli interventi di raccordo di Andrea Quaranta: dapprima il dott. Stefano Di Nauta  ha parlato di cosa bisogna fare appena un evento con potenziale impatto sulle matrici ambientali si è verificato (i tempi e le norme da rispettare, i soggetti coinvolti); successivamente, l’ing. Maurizio Melino ha spiegato cosa occorre fare affinché quel tipo di accadimento non si verifichi. Occorre progettare, realizzare, implementare e aggiornare un sistema di gestione ambientale, ancora meglio se integrato con la sicurezza, visto che spesso gli episodi inquinanti hanno conseguenze pesanti sui lavoratori coinvolti. Ultimo punto, ma non meno importante, è capire quali sono gli strumenti per trasferire parte del rischio ambientale e poter usufruire di un aiuto ulteriore nei delicati momenti che seguono il verificarsi dell’evento. Questo aspetto è stato al centro dell’intervento della dott.ssa Lisa Casali.

I momenti salienti dell’incontro Rischi ambientali: come riconoscerli e gestirli garantendo la business continuity.

Al centro dell’incontro, l’Ambiente visto non soltanto come un vincolo per l’azienda, ma come un veicolo di sostenibilità: economica, finanziaria, sociale. L’obiettivo degli interventi è stato quello di condurre il partecipante ad un vero e proprio cambio di paradigma: capire come funziona il “Sistema” per orientarlo a risolvere i problemi e/o – meglio ancora – a prevenirli. Creare business laddove prima si pensava solo a tamponare i guai. Si è parlato delle problematiche ambientali connesse agli incidenti (bonifiche), fino ad arrivare alle soluzioni operative per far fronte al rischio (ambientale ed economico), affrontando, in particolare, il tema dei Sistemi di Gestione e delle Assicurazioni ambientali.

Il primo intervento, quello del dott. Di Nauta:

si è incentrato sul momento in cui un evento si verifica, per capire come gestirlo dal punto di vista operativo, portando alcuni esempi presi dall’esperienza e spiegando come – dal punto di vista operativo – ľeventuale danno debba essere gestito. La maggior parte delle persone, di fronte al rischio ambientale pensano: “Queste cose non succedono”. Ma cosa va fatto nel momento in cui, purtroppo, succedono? Quali sono gli step essenziali da seguire? Bisogna essere in grado di gestire l’evento, sapendo cosa fare e agendo in maniera tempestiva. Se da una parte è vero che le operazioni sul campo vengono fatte da ditte specializzate, occorre comunque sapere, anche all’interno dell’azienda, come reagire tempestivamente, sia conoscendo il dato normativo, sia soprattutto adottando un approccio diverso rispetto a quello del “tanto a noi non succederà mai”. Gestire la situazione avversa è possibile, creando ad esempio un sistema di gestione di tutte le tematiche ambientali, eventualmente anche integrato con quelle che sono le problematiche legate alla sicurezza, perché ci sono molti punti di sovrapposizione.

Il secondo intervento, quello dell’Ingegner Melino:

ha avuto come focus la comprensione di come l’evento che ha dato origine al problema si sarebbe dovuto trattare e quindi, in prospettiva, valutare come cercare di evitare il verificarsi di incidenti analoghi, andando nel senso della prevenzione e della sostenibilità. Riagganciandosi ad una citazione contenuta all’interno della ISO 14001, l’ingegnere ha illustrato come l’approccio sistemico possa aiutare l’alta direzione a prendere delle decisioni, a fare delle scelte.
Salta agli occhi la differenza tra approccio vigente – sperare che l’evento non accada e reagire solo quando si verifica – e un approccio sistemico, che fornisca delle informazioni all’alta direzione in maniera tale da poter parametrare le proprie scelte nell’ottica di gestire l’incertezza, e trasformarla in un’opportunità di business. L’esempio della Norvegia e di Malta, illustrati nel corso dell’intervento, lo spiegano in maniera perfetta: bisogna fare la scelta giusta in relazione al contesto nel quale ci si trova, perché l‘Ambiente non è solamente un ostacolo ma un’opportunità di business e ciò che per un territorio può rappresentare una scelta sostenibile di business, in un altro luogo può non esserlo. Nella stessa ISO 14001 si fa riferimento sostanzialmente ai tre pilastri della sostenibilità: ambientale, economico-finanziaria e sociale.

Il terzo intervento, quello della dott.ssa Casali:

ha illustrato come gestire ulteriormente  – sempre in un’ottica preventiva – la parte residuale del rischio, che può essere trasferita all’assicurazione. Se nel corso degli altri interventi si è parlato di Sistemi di Gestione, calandoci nel concreto è chiaro che non basta implementare un Sistema di Gestione per essere sicuri: bisogna controllarlo e monitorarlo. Ci sono allora altri strumenti per ridurre ulteriormente il rischio ambientale: si parla di trasferimento del rischio.
La dott.ssa Lisa Casali ha spiegato quali sono le differenti accezioni del trasferimento del rischio, illustrando anche quali sono le soluzioni assicurative offerte. È utile ricordare poi che l’Assicurazione non serve solamente per sistemare economicamente le cose, nel caso in cui si dovessero verificare delle problematiche, ma opera in sinergia nelle fasi della gestione del rischio, in un’ottica preventiva.

Si ringrazia la dr. ssa Francesca Mariani, del coordinamento editoriale rivista Ambiente & Sicurezza sul Lavoro per il supporto e i materiali forniti, essenziali, non da ultimo, anche per la redazione di questo articolo.

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