A settembre 2025 è arrivata l’adozione definitiva della revisione della direttiva quadro sui rifiuti.
Gli ambiti sono due, il cibo e il tessile, molto diversi ma legati da una stessa logica: due emergenze strutturali confermate dai dati a disposizione, affrontate attraverso misure strutturali.
Per quanto riguarda il cibo, la direttiva impone target vincolanti: entro il 2030 gli Stati dovranno ridurre del 10% gli sprechi nella produzione e del 30% quelli generati da distribuzione, ristorazione e famiglie. Viene inoltre valorizzata la donazione degli alimenti invenduti, collocandola al secondo posto nella gerarchia d’uso del cibo, subito dopo la prevenzione.
Per quanto riguarda il tessile, la direttiva introduce i regimi obbligatori di responsabilità estesa del produttore: chi immette vestiti e tessili sul mercato dovrà finanziare raccolta, selezione e riciclo. E i contributi saranno modulati in base alla qualità: più un prodotto è durevole, riparabile e riciclabile, meno costerà al produttore; si tratta di un incentivo diretto contro il fast fashion.
La forma c’è: per la prima volta l’Europa ha fissato obiettivi vincolanti e strumenti chiari. La sostanza arriverà solo se quegli obiettivi diventeranno pratiche, processi, filiere.
E’ possibile approfondire il tema leggendo l’articolo, dal titolo “Sprechi alimentari e fast fashion: la UE adotta norme per ridurre i rifiuti?” sul portale Teknoring, collana HSE+
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La frase esatta di Carlos Ruiz Zafón «La forma conta quanto la sostanza: è la triste realtà di quest’epoca di ciarlatani» si trova nel romanzo “Il prigioniero del cielo” (2011), terzo volume del ciclo del Cimitero dei libri dimenticati.
La frase di Kurt Vonnegut Jr. «La gente fa caso solamente alle immagini delle cose. Nessuno fa caso alle cose stesse» proviene da “Madre Notte” (Mother Night, 1961).
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