Intelligenza Artificiale: l’Europa ha l’AI Act e il Green Deal, ma non una visione organica di insieme – Puntata undici

L’intelligenza artificiale sembra immateriale, ma ogni sua risposta ha un costo ambientale: elettricità, acqua, emissioni. Un solo prompt consuma poca energia, ma moltiplicato per miliardi diventa un impatto strutturale. Il cuore dell’intelligenza artificiale sono i data center, giganteschi complessi di server che assorbono già l’1,5% dell’elettricità globale e cresceranno rapidamente; consumano anche molta acqua, perché vanno raffreddati, e questo ha già causato conflitti con altri usi, dall’agricoltura all’industria.

Le aziende migliorano l’efficienza, ma vale il paradosso di Jevons: più una tecnologia è efficiente, più viene usata. L’IA è anche una questione geopolitica: chi controlla i data center ha potere. Servono governance, regole e trasparenza per orientare l’IA verso la sostenibilità. Gli Stati Uniti, la Cina e l’India hanno integrato il legame tra IA ed energia nei loro piani strategici. L’Europa ha l’AI Act e il Green Deal, ma non una visione organica di insieme.

Le soluzioni però esistono, ma dipendono dalle nostre scelte, non dagli algoritmi.

E’ possibile approfondire il tema leggendo l’articolo dal titolo “IA: dall’illusione dell’immaterialità alla sfida della sostenibilità” sul portale Teknoring.

 

La frase “Ogni giorno, quello che scegli, quello che pensi e quello che fai è ciò che diventi” è di Eraclito, “Sulla Natura”

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