Per costruire pannelli solari, turbine eoliche, batterie, robot o microchip, essenziali per la transizione ecologica e digitale, serve una quantità crescente di metalli e minerali, molti dei quali reperibili soltanto extra UE in Regioni non sempre stabili dal punto di vista geopolitico. Il Critical Raw Materials Act tenta di arginare questa fragilità cercando un equilibrio tra estrazione sostenibile, riciclo, ecodesign e cooperazione con partner affidabili.
Il Programma Nazionale di Esplorazione, di recente approvato dal CITE, il Comitato interministeriale per la transizione ecologica, si pone la finalità di rilanciare un’industria estrattiva nazionale sostenibile, tecnologicamente avanzata e strategicamente funzionale alla transizione energetica e digitale.
Si tratta di un passo importante ma non sufficiente: organizzare dati, costruire un’anagrafe mineraria e avviare indagini è essenziale, ma senza una governance nazionale capace di integrare politiche industriali, energetiche e ambientali, il Piano rischia di trasformarsi in una sequenza di vertenze locali.
E’ possibile approfondire il tema leggendo l’articolo, dal titolo “Serve un’industria estrattiva per spingere transizione e sviluppo industriale?” sul portale Teknoring, collana HSE+
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