Gli appalti pubblici valgono il 19% del PIL europeo e potrebbero diventare una leva decisiva della transizione ecologica e industriale, se davvero progettati per funzionare. Strumenti come GPP e CAM, obbligatori in Italia, mirano a orientare la domanda pubblica verso beni e servizi sostenibili, stimolando innovazione e competitività. Ma complessità procedurali, oneri amministrativi e criteri iper-tecnici ne ostacolano l’efficacia, penalizzando soprattutto le PMI.
La Corte dei Conti UE e i rapporti di Letta e Draghi chiedono criteri armonizzati, interoperabilità, proporzionalità e valutazioni d’impatto che superino il massimo ribasso, trasformando gli acquisti pubblici in una vera politica industriale. Integrare CAM e tassonomia europea, con un linguaggio comune basato su analisi del ciclo di vita, è essenziale per rendere gli appalti semplici, misurabili e capaci di guidare la competitività sostenibile.
E’ possibile approfondire il tema leggendo l’articolo dal titolo “Gli appalti pubblici potrebbero essere una leva strategica della transizione ecologica” sul portale Teknoring.
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