A cura di
Andrea Quaranta
Giurista ambientale

DIRITTO DELL'AMBIENTE

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DIRITTO DELL'ENERGIA

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AA.VV. - Coordinamento di Andrea Quaranta

Responsabilità ambientale e assicurazioni

IPSOA

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/VIA VAS AIA

AIA: il decreto emissioni industriali non prevede eccezioni per le autorizzazioni rilasciate durante il regime previgente - Cassazione, n. 40393/14
03/11/2014

Il quesito sulla sussistenza o meno di continuità normativa fra il reato di cui al D.Lgs. n. 152 del 2006, art. 29 quattordicies, comma 2 per cui vi è stata condanna nel caso di specie e quello di cui al D.Lgs. n. 59 del 2005, art. 16, comma 2 ha trovato adeguata risposta in termini affermativi in un recente arresto di questa Corte di legittimità, che con la sentenza n. 9614/13 ha affermato che “dalla semplice lettura delle due disposizioni è dato cogliere identica formulazione letterale, atteso che entrambe sanzionano «colui che pur essendo in possesso di autorizzazione integrata ambientale non ne osservi le prescrizioni o quelle imposte dall'autorità competente».

AIA: depenalizzazione dell'inosservanza delle prescrizioni contenute nell'autorizzazione integrata ambietnale - Cassazione, n. 40352/14
29/10/2014

L’inosservanza delle disposizioni contenute nell’AIA: la nuova normativa, di cui al D.Lgs n. 46/2014 (decreto “emissioni industriali” ha depenalizzato il reato, ma non ha previsto alcuna eccezione per le autorizzazioni rilasciate durante il regime previgente.

Il fatto inosservanza delle prescrizioni contenute nell’AIA (effettuamento, in periodi di divieto, dello scarico di pollina fresca non ancora stata in concimaia per i previsti 90 gg.) rientra nella nuova previsione del comma 2 dell'art. 29- quattuordecies, d. Igs. n. 152/2006, con conseguente intervenuta depenalizzazione.

Le materie fecali (fra le quali rientra la pollina) sono escluse dalla disciplina dei rifiuti di cui al "Codice dell'ambiente", a condizione che provengano da attività agricola e che siano effettivamente riutilizzate nella stessa attività (nel caso di specie, la pollina proveniva da ...

VIA: la nozione di modifica sostanziale e il potere discrezionale della P.A.
02/12/2013

Le valutazioni di compatibilità ambientale costituiscono espressione paradigmatica della discrezionalità tecnica della pubblica amministrazione non suscettibile di sindacato in sede di legittimità in assenza di incongruenze istruttorie e motivazionali.

Nel rendere il giudizio di valutazione di impatto ambientale e nell'effettuare la verifica preliminare, l'Amministrazione, infatti, esercita un'amplissima discrezionalità tecnica, censurabile solo in presenza di macroscopici vizi logici o di travisamento dei presupposti. In ogni caso, la valutazione ambientale non costituisce un mero giudizio tecnico, suscettibile in quanto tale di verificazione sulla base di oggettivi criteri di misurazione, ma presenta al contempo profili particolarmente intensi di discrezionalità amministrativa, sul piano dell'apprezzamento degli interessi pubblici in rilievo e della loro ponderazione ...

La discrezionalità nel rilascio dell'AIA
13/11/2013

Alla stregua dei principi comunitari e nazionali, oltre che delle sue stesse peculiari finalità, la valutazione di impatto ambientale non si sostanzia in una mera verifica di natura tecnica circa la astratta compatibilità ambientale dell'opera, ma implica una complessa e approfondita analisi comparativa tesa a valutare il sacrificio ambientale imposto rispetto all'utilità socio-economica, tenuto conto anche delle alternative possibili e dei riflessi sulla stessa c.d. opzione zero; in particolare, la natura schiettamente discrezionale della decisione finale (e della preliminare verifica di assoggettabilità), sul versante tecnico ed anche amministrativo, rende allora fisiologico ed obbediente alla ratio su evidenziata che si pervenga ad una soluzione negativa ove l'intervento proposto cagioni un sacrificio ambientale superiore a quello necessario per il soddisfacimento dell'interesse diverso ...

Piani e programmi riguardanti l'uso di piccole aree a livello locale
16/10/2013

Alla materia ambiente è riconducibile l’identificazione dei casi nei quali deve essere svolta la procedura di screening. Sono costituzionalmente illegittime le norme regionali che ne restringono l’ambito di esperibilità rispetto alla disciplina statale.

La normativa sulla VIA attiene a procedure che accertano in concreto e preventivamente la “sostenibilità ambientale” e, quindi, rientrano nella materia della tutela dell’ambiente, sicché, seppure possano essere presenti ambiti materiali di spettanza regionale, deve ritenersi prevalente, in ragione della precipua funzione del procedimento in esame, il titolo di legittimazione statale, ed il legislatore regionale non può ridurre lo standard di tutela fissato dal legislatore statale.

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