A cura di
Andrea Quaranta
Giurista ambientale

DIRITTO DELL'AMBIENTE

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AA.VV. - Coordinamento di Andrea Quaranta

Responsabilità ambientale e assicurazioni

IPSOA

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/Tutela delle acque - scarichi

Concessioni; concorrenza; competenza esclusiva e concorrente Stato; procedure di evidenza pubblica
12/03/2012

L'intera disciplina delle procedure ad evidenza pubblica è riconducibile alla tutela della concorrenza, con la conseguente titolarità della potestà legislativa, in via esclusiva, allo Stato (art. 117, secondo comma, lettera e, Cost.): in particolare, la disciplina delle procedure di gara, la regolamentazione della qualificazione e selezione dei concorrenti, delle procedure di affidamento e dei criteri di aggiudicazione mirano a garantire che le medesime si svolgano nel rispetto delle regole concorrenziali e dei principi comunitari della libera circolazione delle merci, della libera prestazione dei servizi, della libertà di stabilimento, nonché dei principi costituzionali di trasparenza e parità di trattamento. La gara pubblica, dunque, costituisce uno strumento indispensabile per tutelare e promuovere la concorrenza (sentenze n. 401 del 2007 e n. 1 del 2008).

Nozione di scarico e termini per la configurabilità del reato di illecito - Cassazione, 25037/11
14/12/2011

Per scarico si deve intendere qualsiasi immissione effettuata esclusivamente tramite un sistema stabile di collettamento che collega senza soluzione di continuità il ciclo diproduzione del refluo con il corpo ricettore acque superficiali, sul suolo, nel sottosuolo e in rete fognaria, indipendentemente dalla loro natura inquinante, anche se sottoposte a preventivo trattamento di depurazione. Sono esclusi i rilasci di acque previsti dall'art.114. Occorre, pertanto, per la configurabilità del reato di cui all'art. 137 del D. Lgs n.152/2006, un sistema stabile di collegamento tra la fonte di produzione del refluo ed il luogo di immissione sul suolo, nel sottosuolo o in rete fognaria.

Mancato svuotamento di vasca contenente acque reflue. Attività di gestione rifiuti non autorizzata - Cassazione, n. 11489/11
26/11/2011

Il mancato svuotamento di una vasca contenente acque reflue (e l'abbandono dicarcasse di auto, motori, parti di autovetture e pneumatici) integra l'ipotesi di deposito incontrollato di rifiuti ai sensi dell'art. 51 comma 2 del Decreto Legislativo in parola (oggi trasfuso nel Decreto Legislativo n. 152 del 2006, articolo 256, comma 2 in continuità normativa con il precedente) che si verifica tutte le volte in cui non vengano osservate le condizioni previste nel menzionato articolo 6, lettera m) sia di tipo quantitativo che temporale e costituenti condicio sine qua non per la configurabilità del deposito temporaneo.

Tutela delle acque e deroghe alla normativa nazionale - Corte Costituzionale, n. 44/11
23/08/2011

I margini di intervento, che la disciplina nazionale pur rimette alle Regioni, giustificano misure come quelle contemplate dalla legislazione regionale campana in materia di tutela delle acque dall'inquinamento, che contiene deroghe non solo delle norme di indirizzo comunitario sull’inquinamento del mare, ma anche delle finalità perseguite e degli strumenti predisposti dall’azione statale a tutela dell’ambiente? La Corte Costituzionale ha evidenziato che l’intervento legislativo della Regione Campania appare del tutto disarticolato dalla strategia elaborata a livello nazionale. La dichiarata finalità di porre rimedio all’erosione costiera è, verosimilmente, un pretesto per giustificare un intervento legislativo in una...

Depuratore consortile e sversamento su terreno di altrui proprietà - Cassazione, n. 715/10
05/08/2011

Getto di liquami atti ad imbrattare: quale sanzione si applica, quando lo sversamento ha causato danni solo alle colture senza riverberi negativi sulle persone? Quando il soggetto che ha sversato è un depuratore consortile? Il solito art. 674 del  c.p.?  La fattispecie prevista dall'art. 674 cp è collocata nell'ambito delle contravvenzioni di polizia ed è posta a tutela della incolumità pubblica; i nocumenti, più o meno gravi, che la norma intende evitare devono essere messi in relazione alla loro capacità lesiva nei confronti delle persone che dal getto pericoloso di cose vengono imbrattate, offese nella loro integrità fisica o molestate e turbate nella loro tranquillità. Il reato non si perfeziona quando i ...

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