A cura di
Andrea Quaranta
Giurista ambientale

DIRITTO DELL'AMBIENTE

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DIRITTO DELL'ENERGIA

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AA.VV. - Coordinamento di Andrea Quaranta

Responsabilità ambientale e assicurazioni

IPSOA

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/Tutela delle acque - scarichi

Acque emunte: scarichi o rifiuti?
15/04/2015

Qual è la disciplina giuridica delle acque emunte nel corso di procedimenti di bonifica dei siti contaminati?

Si applica la normativa sugli scarichi idrici o quella relativa alla gestione dei rifiuti?

Occorre comunque accertare se lo scarico delle acque emunte sia diretto, con canalizzazione non interrotta delle acque dal punto di prelievo al punto di immissione nel corpo ricettore, previa depurazione, o se il riversamento sia interrotto con lo stoccaggio delle acque avviate allo smaltimento, trattamento o depurazione, a mezzo di trasporto?

Qual è il significato reale dell’art. 243 del codice dell’ambiente?

Ancora sulla distinzione fra acque reflue industriali e acque reflue domestiche
01/04/2015

Nella nozione di acque reflue industriali rientrano tutti i tipi di acque derivanti dallo svolgimento di attività produttive, in quanto detti reflui non attengono prevalentemente al metabolismo umano ed alle attività domestiche di cui alla nozione di acque reflue domestiche. Occorre ricordare che la definizione normativa degli scarichi di acque reflue industriali discende da qualità espresse in senso negativo ossia dal fatto di essere diverse dalle acque reflue domestiche e da quelle meteoriche di dilavamento. È dunque configurabile il reato di cui all'art. 137, comma 1, del Testo Unico Ambientale qualora lo scarico riguardi acque reflue industriali, definite come qualsiasi tipo di acque reflue provenienti da edifici o installazioni in cui si svolgono attività commerciali o di produzione di beni, differenti...

Mancato avviso di avvio del procedimento: la revoca dell'autorizzazione allo scarico dei reflui in fognatura è illegittima? - TAR Friuli 628/2014
17/03/2015

E’ fondata la censura di violazione dell'articolo 7 della l. 241/1990, per mancanza dell'avviso di avvio del procedimento. Non ci sono infatti ragioni di urgenza per omettere tale necessario adempimento.

Risulta pertanto fondata la censura di violazione del principio di proporzionalità e adeguatezza, in quanto in presenza di accertamenti tecnici difformi, era necessario un supplemento d’istruttoria considerata altresì la gravità della revoca e delle sue conseguenze sull'attività della ditta ricorrente. Naturalmente nella fase istruttoria e di accertamento va applicato il principio di leale collaborazione, sia nel senso che la ditta deve consentire all’amministrazione l’accesso agli stabilimenti per le verifiche tecniche necessarie, sia nel senso che l’amministrazione deve ...

Quale disciplina per le acque meteoriche contaminate?
26/02/2015

Il tema che viene sottoposto alla Corte investe il concetto di scarichi di reflui industriali ed in particolare l’incidenza delle acque meteoriche che raccolgono sostanze inquinanti provenienti da insediamenti industriali o commerciali (ad esempio, stazione di servizio per rifornimento di carburante).

Nel testo unico ambientale si fa cenno alle “acque meteoriche di dilavamento” ma non si fornisce una specifica definizione delle stesse che indirettamente, e in negativo, viene data nell’art. 74, dedicato alle definizioni (“le acque meteoriche di dilavamento” non sono definite in modo diretto nel loro contenuto, ma citate nella definizione di un’altra tipologia di acque, e cioè dei reflui industriali, allo scopo di delimitarne in negativo...

Gli scarichi pluviali all'interno di un 'area industriale sono acque reflue industriali
22/11/2013

La procedura di verifica di assoggettabilità a VIA deve analizzare adeguatamente l’impatto ambientale sul fattore “uomo”, che può condurre ad escludere la VIA obbligatoria solo se in concreto ritenuto irrilevante. Gli scarichi pluvuiali all'interno dell'area industriale costituiscono acque reflue industriali, anche quando nel loro percorso trascinano unicamente pulviscolo o altro materiale di origine naturale.

Le acque (specialmente quelle di prima pioggia) che dilavano un’area in cui si posano residui di materiali ferrosi scaturiti da processi di produzione, o composti chimici impiegati nell’attività, non costituiscono acque meteoriche di dilavamento e necessitano di essere depurate prima dell’immissione nel terreno.

Grafica: Andrea Quaranta © 2008-2017 Andrea Quaranta - P.IVA: 07754551005
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