A cura di
Andrea Quaranta
Giurista ambientale

DIRITTO DELL'AMBIENTE

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AA.VV. - Coordinamento di Andrea Quaranta

Responsabilità ambientale e assicurazioni

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/Solare Fotovoltaico

Quando i limiti diventano abuso di potere
23/09/2013

Limitare il rapporto di pannelli solari installabile in base alla superficie della serra (50% nella copertura del suolo attraverso moduli fotovoltaici, al fine di poter per garantire la coltivazione dei terreni sottostanti le serre) rappresenta un limite illegittimo e un abuso di potere. Il limite, ora annullato, viene definito nell'articolo 14 comma 2 del Decreto ministeriale del 5 maggio 2011 (o Quarto conto energia), e impone di rispettare un rapporto non superiore al 50 per cento tra la proiezione al suolo dei moduli fotovoltaici e la superficie totale della copertura.

Lo scopo di tale limitazione imposta dal ministero dello sviluppo economico e dal Gse, il Gestore dei servizi energetici, è quella di contrastare l'uso eccessivo dei pannelli e non perdere la funzione produttiva originaria delle serre.

Un impianto fotovoltaico non è correlato ad una particolare ubicazione
20/09/2013

In relazione ad un impianto fotovoltaico é piuttosto arduo sostenere che esso non possa essere traslato a meno di compromettere il servizio di distribuzione di energia elettrica. Un impianto fotovoltaico é alimentato dalla energia solare e quindi, al contrario degli impianti di produzione di energia idroelettrica od eolica, non é correlato ad una particolare ubicazione. L’energia elettrica prodotta da un qualsiasi impianto, pubblico o privato, viene poi immessa nella rete, dalla quale viene smistata verso le località in cui vi é necessità, che non sono necessariamente quelle immediatamente circostanti al sito di produzione.

In ogni caso la rete di distribuzione dell’ energia elettrica é alimentata da un insieme di fonti di produzione, di guisa é ben difficile che il relativo servizio possa essere compromesso dal venir meno di un solo impianto, per giunta non ancora funzionante.

Procedura semplificata: non è possibile aggirare la normativa con il frazionamento
18/09/2013

Va escluso il ricorso alla procedura abilitativa semplificata nel caso vi siano più piccoli impianti fotovoltaici tutti sotto 1 MW di potenza ma costituenti in concreto un unico impianto e il frazionamento è stato fatto al solo scopo di eludere la normativa.

Per le opere dedicate alla produzione di energia elettrica alimentate da fonti rinnovabili è necessaria l'autorizzazione paesaggistica: pertanto il frazionamento di un impianto più grande in parti distinte non giustifica il ricorso alla procedura semplificata.

Nel caso di specie l'impianto era stato frazionato in tre impianti più piccoli, ciascuno fino a 1 Mw elettrico, ma la Corte vi ha ravvisato una iniziativa facente capo ad un unico soggetto e tale da rendere configurabile l'ipotesi accusatoria del frazionamento di un unico impianto in tre distinti, con conseguente esigenza della più complessa e completa autorizzazione unica.

I corrispettivi di sbilanciamento: FER programmabili e non.
16/09/2013

Il complesso di norme che regola il servizio di dispacciamento, e che tende a equiparare le fonti energetiche non programmabili a quelle programmabili nella determinazione dei corrispettivi di sbilanciamento, è illegittimo, perché le fonti rinnovabili "non si trovano nelle stesse condizioni di fatto nel prevedere lo sbilanciamento da esse prodotto. In particolare la maggiore aleatorietà delle fonti non programmabili, riconosciuta da entrambe le parti, può comportare per alcune fonti che la partecipazione ad un mercato fondato su rilevazioni orarie può divenire discriminatorio in quanto si tratti di una previsione difficilmente sostenibile per il tipo di fonte, rendendo così quasi impossibile la possibilità di evitare il pagamento dei costi di sbilanciamento, che divengono così un balzello imposto al tipo di fonte piuttosto che colpire comportamenti non collaborativi dei produttori". In sostanza...

Fotovoltaico: quando sorge il diritto alla detrazione dell'IVA
13/09/2013

Lo sfruttamento di un impianto fotovoltaico installato sopra o nelle vicinanze di un edificio privato ad uso abitativo e strutturato in modo tale che la quantità di energia elettrica prodotta, da un lato, sia costantemente inferiore alla quantità complessiva di energia elettrica consumata per uso privato dal gestore dell’impianto e, dall’altro, sia ceduta in rete a fronte di un corrispettivo, con la realizzazione di introiti aventi carattere di stabilità, rientra nella nozione di «attività economiche».

Pertanto, tale classificazione può far sorgere il diritto alla detrazione dell’Iva pagata a monte.

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