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        <title>Natura Giuridica</title>
        <description>Consulenza e formazione ambientale</description>
        <link>http://www.naturagiuridica.com</link>
        <lastBuildDate>Fri, 18 May 2012 19:31:22 +0100</lastBuildDate>
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            <title>Natura Giuridica</title>
            <link>http://www.naturagiuridica.com</link>
            <description>Feed provided by Natura Giuridica</description>
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        <language>it</language>
        <copyright>Copyright 2012 Andrea Quaranta</copyright>
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            <title>Emergenza rifiuti in Campania e violazione dell'art. ...</title>
            <link>http://www.naturagiuridica.com/gestione-dei-rifiuti.php</link>
            <description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">L'elemento cruciale che determina se, al verificarsi di un danno ambientale, vi è stata violazione di uno dei diritti tutelati dal par.1 dell'art.8 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, è l'esistenza di un effetto negativo sulla vita privata di una persona o una famiglia. La Corte ha rilevato che, sulla base dei documenti allegati, il danno ambientale causato dalla « crisi dei rifitui » in Campania era suscettibile di influenzare direttamente il benessere dei ricorrenti. Il ricorso alla Corte europea è sussidiario, e occorre il preventivo esaurimento dei ricorsi interni: la ratio è quella di permettere agli Stati di prevenire, o rimediare alla presunte violazione dei diritti dell’uomo prima che la Corte possa agire nei loro confronti.</p><br /><img src="http://www.naturagiuridica.com/img/miniature/logoRifiuti.png" alt="Gestione dei rifiuti" title="Gestione dei rifiuti">]]></description>
            <category>Gestione dei rifiuti</category>
            <pubDate>Fri, 18 May 2012 11:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>Vicenda Eternit: le motivazioni della sentenza di condanna per Schimdheiny e De Cartier</title>
            <link>http://www.naturagiuridica.com/gestione-dei-rifiuti.php</link>
            <description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Sono state rese note da poche ore le motivazioni della sentenza del <strong>Tribunale di Torino </strong>che ha condannato Sthepan <strong>Schimdheiny</strong> e Louis <strong>De Cartier </strong>De Marchienne nella "<strong>vicenda eternit</strong>" di Casale Monferrato, imputati, inter alia, del reato di cui all'art. 437, commi 1 e 2 del codice penale, per aver omesso di:</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;">controllare impianti, apparecchi e segnali destinati a prevenire malattie-infortunio e, in particolare, patologie da amianto (carcinomi polmonari, mesoteliomi pleurici e peritoneali, asbestosi o patologie asbesto correlate non di natura tumorale) presso gli stabilimenti di Casale Monferrato;</li>
<li style="text-align: justify;">adottare idonei impianti di aspirazione localizzata, sistemi di ventilazione dei locali [...]</li>
</ul><br /><img src="http://www.naturagiuridica.com/img/miniature/logoRifiuti.png" alt="Gestione dei rifiuti" title="Gestione dei rifiuti">]]></description>
            <category>Gestione dei rifiuti</category>
            <pubDate>Wed, 16 May 2012 11:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>Piano paesaggistico provinciale e previsioni ex art. 12 D lgs 387/03</title>
            <link>http://www.naturagiuridica.com/solare-fotovoltaico.php</link>
            <description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Le previsioni di cui all’art. 12 del D.Lgs n. 387/03 e quelle contenute nel Piano paesaggistico provinciale hanno un oggetto non sovrapponibile: in particolare, il secondo non intende disciplinare la localizzazione degli impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili, ma si limita a prevedere differenti livelli di tutela per determinate zone, per alcuni dei quali non è consentita la realizzazione di impianti di produzione di energie. Dalla mancata adozione delle linee guida previste dal comma 10 del citato art. 12, comma 7, non si possono far discendere profili di illegittimità del piano paesaggistico, poiché le linee guida riguardano esclusivamente i criteri per il procedimento di autorizzazione unica ed esulano dalle più ampie valutazioni eseguite in sede di adozione di piano paesaggistico. La questione, peraltro, risulta oggi superata dall’adozione delle linee guida nazionali del 2010.</p><br /><img src="http://www.naturagiuridica.com/img/miniature/logoFotovoltaico.png" alt="Solare Fotovoltaico" title="Solare Fotovoltaico">]]></description>
            <category>Solare Fotovoltaico</category>
            <pubDate>Mon, 14 May 2012 11:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>Modificazione del territorio; decespugliamento; integrazione del reato ex art. 181 D.Lgs n. 42/04 </title>
            <link>http://www.naturagiuridica.com/paesaggio-urbanistica-beni-culturali.php</link>
            <description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">In materia di tutela ambientale, qualsiasi modificazione del territorio, al di fuori delle ipotesi consentite, purché astrattamente idonea a ledere il bene protetto, configura il reato di cui all’articolo 181 del D.Lgs 42/04.  Quindi anche il decespugliamento, il taglio o la distruzione di ceppaie, al di fuori di qualsiasi pratica colturale ed in assenza di autorizzazione o in difformità da esse, configura il reato di cui all’articolo 181 del D.Lgs n. 42/04. Il possesso dell’autorizzazione per il taglio di un bosco non legittima il danneggiamento delle ceppaie.</p><br /><img src="http://www.naturagiuridica.com/img/miniature/logoBeniCultPaesUrban.png" alt="Paesaggio - Urbanistica - Beni culturali" title="Paesaggio - Urbanistica - Beni culturali">]]></description>
            <category>Paesaggio - Urbanistica - Beni culturali</category>
            <pubDate>Mon, 07 May 2012 11:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
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            <title>Realizzazione di un manufatto abusivo; irrilevanza della sua funzione</title>
            <link>http://www.naturagiuridica.com/paesaggio-urbanistica-beni-culturali.php</link>
            <description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">L’infruttuoso decorso del termine di quarantacinque giorni dall’adozione della sospensione dei lavori, previsto per l’adozione del provvedimento ripristinatorio, non estingue il procedimento sanzionatorio edilizio, e non comporta la necessità che il procedimento riprenda con una nuova comunicazione di avvio, ai fini di partecipazione; ma determina, semplicemente, la cessazione dell’efficacia della sospensione, consentendo, qualora si tratti di lavori in corso, che essi possano riprendere senza incorrere nell’inosservanza dell’ordine temporaneo. La funzione di manufatto non condiziona la sua natura abusiva. Nei procedimenti sanzionatori edilizi, l’ordinanza di demolizione costituisce atto dovuto e vincolato che non necessita di una particolare motivazione essendo sufficiente l’accertamento della natura abusiva delle opere.</p><br /><img src="http://www.naturagiuridica.com/img/miniature/logoBeniCultPaesUrban.png" alt="Paesaggio - Urbanistica - Beni culturali" title="Paesaggio - Urbanistica - Beni culturali">]]></description>
            <category>Paesaggio - Urbanistica - Beni culturali</category>
            <pubDate>Fri, 04 May 2012 11:00:00 +0100</pubDate>
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            <title>Reato di scarico di acque reflue industriali e fertirrigazione </title>
            <link>http://www.naturagiuridica.com/tutela-acque-scarichi.php</link>
            <description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">In materia di fertirrigazione, ossia di utilizzazione agronomica delle acque di vegetazione e degli scarichi dei frantoi oleari di cui alla L. n. 574/96, la giurisprudenza di legittimità ha affermato il principio che tale normativa è applicabile solo ai frantoi che operano in stretta connessione con l’azienda agricola e che trattano in massima parte quanto prodotto dalla stessa, atteso che solo in questo caso i quantitativi di acque ottenute dalla lavorazione risultano contenuti in limiti di tollerabilità dei terreni ove vengono distribuite.  Invece, il reato di scarico di acque reflue industriali in difetto di autorizzazione viene integrato quando l’utilizzazione delle acque di vegetazione dei frantoi avviene al di fuori dei casi e delle procedure previste dalla legge.</p><br /><img src="http://www.naturagiuridica.com/img/miniature/logoAcqua.png" alt="Tutela delle acque - scarichi" title="Tutela delle acque - scarichi">]]></description>
            <category>Tutela delle acque - scarichi</category>
            <pubDate>Wed, 02 May 2012 11:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>Legittimazione ad agire in giudizio; autorizzazione unica e procedimento per il rilascio; ...</title>
            <link>http://www.naturagiuridica.com/biomasse.php</link>
            <description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">In linea di principio, i soggetti residenti in prossimità della località nella quale si intende realizzare un impianto di consistenti dimensioni preposto alla produzione di energia elettrica, ed alimentato da combustibili che sono potenzialmente suscettibili di incidere negativamente sulla qualità dell’ambiente, sono legittimati ad impugnare l'atto autorizzativo dell'impianto suddetto, attesa la sussistenza di un loro collegamento stabile con la zona interessata alla realizzazione dell'opera. Il modulo procedimentale della conferenza di servizi non altera le regole che presiedono, in via ordinaria, all'individuazione delle Autorità resistenti, sotto il profilo della soggettiva imputabilità degli atti adottati. L’art. 12, comma 4 bis, del d.lgs. n. 387/03 dispone che per la realizzazione di impianti alimentati a biomassa e per impianti fotovoltaici, ferme restando la pubblica utilità e le procedure conseguenti per...</p><br /><img src="http://www.naturagiuridica.com/img/miniature/logoBiomasse.png" alt="Biomasse" title="Biomasse">]]></description>
            <category>Biomasse</category>
            <pubDate>Thu, 26 Apr 2012 11:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>Nozione di scarico e di rifiuto allo stato liquido; stoccaggio in un auto spurgo</title>
            <link>http://www.naturagiuridica.com/gestione-dei-rifiuti.php</link>
            <description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">In caso di scarico diretto di reflui aziendali e di abbandono in corso d’acqua di liquidi speciali non pericolosi, la natura di questi può essere accertata dal giudice anche in assenza di prelevamento e analisi dei campioni quando fornisca motivazione congrua, giuridicamente corretta e logica circa il significato concludente degli altri elementi probatori acquisiti. Integra il reato previsto dall’art. 256, comma secondo, del DLgs n. 152/06 l’abbandono incontrollato di liquami trasportati su auto spurgo, in quanto sono da considerarsi rifiuti allo stato liquido i reflui stoccati in attesa di un successivo smaltimento, fuori del caso delle acque di scarico, ossia quelle oggetto di diretta immissione nel suolo, nel sottosuolo o nella rete fognaria mediante una condotta o un sistema staile di collettamento.</p><br /><img src="http://www.naturagiuridica.com/img/miniature/logoRifiuti.png" alt="Gestione dei rifiuti" title="Gestione dei rifiuti">]]></description>
            <category>Gestione dei rifiuti</category>
            <pubDate>Mon, 23 Apr 2012 11:00:00 +0100</pubDate>
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            <title>Realizzazione di una centrale; legittimazione ad agire; criterio della “vicinitas”</title>
            <link>http://www.naturagiuridica.com/biomasse.php</link>
            <description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">In materia di minacce alla salute pubblica o all’ambiente, va riconosciuta in linea di principio l’esigenza di autonoma protezione delle persone che vivono nell’area interessata dalla fonte di pericolo: tuttavia, in una giurisdizione di tipo soggettivo e in mancanza di un’espressa previsione di azione popolare, occorre individuare un criterio atto a differenziare e qualificare la posizione dei singoli che agiscono per la tutela del bene ambiente. A tale riguardo, da tempo è stato valorizzato il criterio della vicinitas, che non coincide con la proprietà o con la residenza in un’area immediatamente confinante con quella interessata dall’intervento contestato, ma deve essere inteso in senso elastico e va modulato, quindi, in proporzione alla rilevanza dell’intervento e alla sua capacità di incidere sulla qualità della vita dei soggetti che risiedono in un’area più o meno vasta.</p><br /><img src="http://www.naturagiuridica.com/img/miniature/logoBiomasse.png" alt="Biomasse" title="Biomasse">]]></description>
            <category>Biomasse</category>
            <pubDate>Fri, 20 Apr 2012 11:00:00 +0100</pubDate>
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            <title>Conferenza di servizi; modulo procedimentale volto alla massima semplificazione; redazione del ...</title>
            <link>http://www.naturagiuridica.com/biomasse.php</link>
            <description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Secondo l’orientamento giurisprudenziale che si è formato alla luce della conformazione dell’istituto della conferenza di servizi [...], solo il provvedimento finale con cui si determina l’assetto definitivo della fattispecie ha efficacia esterna direttamente ed autonomamente lesiva, e solo per questo vi è pertanto l’onere dell’immediata impugnazione entro i termini di decadenza. Un comitato, che dimostri di essersi costituito allo scopo di proteggere l’ambiente locale e la qualità della vita dei residenti, e che quindi opera nell’ambito territoriale al fine di proteggere l'ambiente, è legittimato ad agire in giudizio, anche se è privo degli indici di stabilità enucleati dalla giurisprudenza come idonei ad integrare una sua autonoma legittimazione al ricorso. L’allegato X, parte II, sez. IV, del Dlgs. n. 152/06, fissa le caratteristiche delle biomasse combustibili e le relative condizioni di utilizzo...</p><br /><img src="http://www.naturagiuridica.com/img/miniature/logoBiomasse.png" alt="Biomasse" title="Biomasse">]]></description>
            <category>Biomasse</category>
            <pubDate>Wed, 18 Apr 2012 11:00:00 +0100</pubDate>
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