A cura di
Andrea Quaranta
Giurista ambientale

DIRITTO DELL'AMBIENTE

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DIRITTO DELL'ENERGIA

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AA.VV. - Coordinamento di Andrea Quaranta

Responsabilità ambientale e assicurazioni

IPSOA

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www.naturagiuridica.com/Rassegna di articoli di A. Quaranta su rivista Ipsoa Ambiente & Sviluppo

Di seguito, una piccola rassegna degli articoli a firma di Andrea Quaranta pubblicati sulla rivista Ambiente & Sviluppo - consulenza e pratica per l'impresa e gli enti locali edita da Ipsoa tra giugno 2011 e giugno 2012.

 

Per la lettura completa degli articoli è necessario essere abbonati alla rivista. Le info per abbonarsi si trovano all'interno del sito www.ipsoa.it.

 

Nello stesso periodo, Andrea Quaranta ha scritto diversi contributi apparsi sulla testata on line Il Quotidiano Ipsoa. Per visionarne l'elenco completo con un breve abstract di ciascun articolo, è neccessario accedere a questa pagina del sito naturagiuridica.com.

 

Per la lettura completa degli articoli occorre essere abbonati al sito www.ilquotidiano.ipsoa.it

 


1

La promozione dei biocarburanti e i tentativi di sostenibilità

In vista del raggiungimento degli obiettivi comunitari in materia di quota complessiva di energia da fonti rinnovabili sul consumo finale lordo di energia e di quota di energia da fonti rinnovabili nei trasporti, poche settimane prima della pubblicazione in gazzetta ufficiale del decreto “burden sharing ”, il Ministero per lo sviluppo economico, sia pure con il solito ritardo (5 mesi), ha adottato il decreto con il quale, ai sensi dell’art. 2, comma 6, del D.Lgs n. 55/2011 , entro tre mesi dall’entrata in vigore di quest’ultimo avrebbe dovuto stabilire le modalità di funzionamento del Sistema nazionale di certificazione della sostenibilità dei biocarburanti (i carburanti liquidi o gassosi per i trasporti ricavati dalla biomassa) e i bioliquidi (i combustibili liquidi per scopi energetici diversi dal trasporto, compresi l’elettricità, il riscaldamento ed il raffreddamento, prodotti dalla biomassa). Il ritardo nell’uscita del decreto ha creato non pochi problemi agli operatori del settore, che si sono trovati nella (classica) situazione di non sapere se i criteri di sostenibilità sarebbero stati effettivamente applicati, e come, dal momento che, ai sensi dell’art. 38, comma 1, del “decreto Romani”, il diem a quo era fissato il 1° gennaio 2012.

 

 

6°, 2012
2

L’emergenza rifiuti in Campania e la violazione dei diritti dell’uomo, fra tutele teoriche e pratiche, di Franco Giampietro e Andrea Quaranta

Ad oggi l’Italia è sottoposta a 132 procedure d’infrazione per violazione del diritto dell’Unione o per mancato recepimento di direttive, di cui ben 33 in materia ambientale , sette delle quali riguardano la non corretta gestione dei rifiuti : la più eclatante fra queste ultime è quella relativa all’emergenza rifiuti in Campania (punto e) della nota 4), in relazione alla quale la Corte di Giustizia, con la sentenza nella causa C-297/08 del 4 marzo 2010 ha stabilito che “la Repubblica italiana, non avendo adottato, per la regione Campania, tutte le misure necessarie per assicurare che i rifiuti siano recuperati o smaltiti senza pericolo per la salute dell’uomo e senza recare pregiudizio all’ambiente e, in particolare, non avendo creato una rete adeguata ed integrata di impianti di smaltimento, è venuta meno agli obblighi ad essa incombenti in forza degli artt. 4 e 5 della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 5 aprile 2006, 2006/12/CE, relativa ai rifiuti”.

 

 

5°, 2012
3

Burden Sharing: politica integrata o pilatesco scarica barile?

L'articolo prende le mosse dal lungo silenzio serbato dal legislatore in merito a due delle questioni più scottanti, relative alle fonti rinnovabili di energia, che coinvolgono uno dei pilastri – che tutt'ora poggia su fondamenta incerte – su cui si dovrebbe basare una politica volta al corretto bilanciamento di interessi: quello relativo all'allocazione funzionale delle competenze fra Stato e regioni. Da un lato il silenzio serbato in relazione all'inserimento degli I.A.F.R. sul territorio. Dall'entata in vigore del D.Lgs n. 387/03 a quella delle linee guida per il corretto inserimento degli impianti nel paesaggio(DM 10 settembre 2010) sono passati quasi sette anni, durante i quali le regioni – pur non avendone titolo – hanno cercato di colmare il vuoto normativo a livello nazionale, predisponendo proprie linee guida, vanificando in parte, attraverso approcci differenti , quei principi di semplificazione, razionalizzazione e uniformità della legislazione che sarebbero dovuti essere alla base del testo normativo. Dall'altro, quello che da più di tre anni perdurava in relazione alla ripartizione, fra regioni e province autonome di Trento e di Bolzano, della quota minima di incremento dell’energia prodotta con fonti rinnovabili per raggiungere l’obiettivo del 17 per cento del consumo interno lordo entro il 2020 (c.d “burden sharing”).

 

 

5°, 2012
4

Il ritardo dell’Italia nello sviluppo delle biomasse, nonostante le molte agevolazioni previste

Oltre alle incentivazioni di tipo monetario-tariffario, che oltre alle problematiche di equità redistributiva, cui si è fatto cenno, presentano non pochi aspetti di sostenibilità economica, nel medio-lungo periodo, e giuridico, che tuttavia non sono riuscite ad eliminare molte delle criticità causate dall’instabilità normativa e dal “sistema autorizzativo locale” (frammentato e molto burocratizzato), esistono un’altra tipologia di incentivi, di tipo “economico-operativo”, per tale tipologia di FER, all’interno della quale si inserisce il DM 13 dicembre 2011, che ha disciplinato i termini, le modalità e le procedure per la concessione ed l’erogazione delle agevolazioni in favore dei programmi di investimento riguardanti interventi di attivazione, rafforzamento e sostegno di filiere delle biomasse che integrino obiettivi energetici di salvaguardia dell’ambiente e sviluppo del territorio attraverso il riutilizzo e la valorizzazione delle biomasse. Prima di procedere con l’analisi di tale decreto, nell'articolo viene ripresa e analizzata una memoria dell’AEEG del 2009, “l’efficacia complessiva per il Paese dei sistemi di incentivazione [di tipo economico] non è correlata solo al livello dell’incentivazione stessa; troppo spesso si è inteso risolvere il problema dello sviluppo delle fonti rinnovabili semplicemente incrementando gli incentivi unitari, fino a livelli che garantiscono rendite del tutto non proporzionate ai costi effettivi.

 

 

4°, 2012
5

La VIA, il procedimento unico e la ricerca della massima semplificazione possibile (nota a TAR Brescia n. 282/2011)

Nel caso analizzato dal giudice amministrativo lombardo, si trattava di giudicare la legittimità, o meno, di un provvedimento comunale con il quale l’amministrazione (a seguito del parere conforme della provincia) aveva sospeso il procedimento volto al rilascio dell’autorizzazione a costruire un impianto di cogenerazione a ciclo combinato, sulla base della considerazione che fosse necessario acquisire una nuova valutazione d’impatto ambientale, “perché, dal momento dell’avvenuta valutazione, si sarebbe modificata la situazione di fatto in cui si inseriva l’impianto”, e perché le amministrazioni ritenevano scaduta quella precedente, essendo la stessa soggetta alle disposizioni sopravvenute del codice dell’ambiente, che prevede un termine di validità quinquennale entro il quale il progetto, sottoposto a valutazione d’impatto ambientale, deve essere realizzato, pena l’obbligo di rinnovare la stessa.

 

 

2°, 2012
6

Efficienza energetica e rinnovabili: la visione dell’AEEG sulla programmazione energetica partecipata

Nella problematica congiuntura politico-economica degli ultimi mesi, capace di partorire solo una moltitudine di normative scoordinate e caotiche, slegate da una qualsiasi forma di programmazione (anche) in materia di fonti rinnovabili di energia, la lettura della presentazione della “relazione annuale sullo stato dei servizi e sull’attività svolta” dall’A.E.E.G., effettuata dal Presidente Guido Bortoni, e dei successivi documenti dell’Autorità , ha mostrato che, nonostante l’impegno profuso da una certa classe politica, un’idea di futuro all’insegna delle molteplici sostenibilità sia ben presente in alcuni esponenti delle – latu sensu – istituzioni.

 

 

12°, 2011
7

Prima analisi delle linee guida “rinnovabili” regionali (parte seconda)

Nella prima parte di quest’articolo, dedicato all’analisi delle linee guida “rinnovabili” regionali, dopo un’introduzione generale – volta ad evidenziare che, durante la prima fase di recepimento delle linee guida nazionali “rinnovabili”, le Regioni non sembrano aver cercato l’“unità nelle differenze”, quanto piuttosto un’occasione in più per rimarcare le proprie peculiarità, le proprie differenze, a scapito di una visione d’insieme – sono state analizzate le normative di quelle regioni che, nel recepire il DM 10 settembre 2010, hanno dettato una disciplina sulle FER in generale. Oggetto della seconda parte dell’analisi delle linee guida “rinnovabili” regionali sarà la normativa di quelle regioni che hanno optato per la regolamentazione dei criteri di localizzazione dei soli pannelli fotovoltaici (e, in un caso, anche delle pale eoliche).

 

 

8°-9°, 2011
8

Prima analisi delle linee guida “rinnovabili” regionali (parte prima)

Nell’articolo “Le linee guida «rinnovabili» e la mancanza di una programmazione energetica”, pubblicato in due parti in questa rivista (n.1 e 2 2011) , ho commentato il contenuto delle linee guida per l’autorizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili, emanate – dopo un’attesa durata quasi sette anni – per razionalizzare e semplificare le procedure autorizzative, da un lato, ed assicurare il corretto inserimento degli impianti nel paesaggio, dall’altro. Analizziamo, ora, le singole linee guida regionali, emanate alla spicciolata, nei mesi successivi all’entrata in vigore del D.M. 10 settembre 2010, cercando di dare un ordine logico alla complicata normativa regionale.

 

 

7°, 2011
9

Le Correzioni del “quarto conto energia“

Una Cosa mi ha sempre colpito, del commento di Robert Frost sul verso libero – che è come il tennis senza la rete – ed è che giocare a tennis senza la rete è difficile, frustrante e fondamentalmente poco divertente. Ho provato a farlo. Non mi sono divertito. I vincoli sono nostri amici ”. Questa frase – epigrafe finale di un libro di disarmante bellezza, “Le correzioni” di Jonathan Franzen – mi è sembrata particolarmente adatta a sintetizzare lo spirito con il quale, a mio avviso, il diritto (i “vincoli”) dovrebbe affrontare la società (giocatore), nel costruire un futuro (gioco) all’insegna delle molteplici sostenibilità. Poche regole: equilibrate, lungimiranti, contestabili (per carità), ma chiare e, soprattutto, in grado di porre dei vincoli – necessari per giocare – e, soprattutto, in grado di dare un indirizzo condiviso. Proprio il contrario di quanto sta succedendo nel nostro “bel”paese che, (non solo) nel settore delle energie rinnovabili, negli ultimi tempi sta dando il meglio di sé (o, forse, quello che è in grado di dare).

 

 

6°, 2011
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