A cura di
Andrea Quaranta
Giurista ambientale

DIRITTO DELL'AMBIENTE

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AA.VV. - Coordinamento di Andrea Quaranta

Responsabilità ambientale e assicurazioni

IPSOA

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/Paesaggio - Urbanistica - Beni culturali

L’inesistenza giuridica dei manufatti abusivi
28/01/2013

L'intervento eseguito su un'opera abusiva non può qualificarsi come di manutenzione o di ristrutturazione perché questi ultimi interventi presuppongono la preesistenza di un organismo edilizio non solo dal punto di vista meramente fattuale ma, ancor prima, da quello giuridico.

L’esistenza di un ordine di demolizione dell’immobile abusivo rende irrilevante il discorso sulla presunta legittimità del condono: di conseguenza, non può ritenersi ammissibile il tentativo di raffermare la bontà dei condoni al fine di sostenere la legittimità del preesistente manufatto, che funge da necessaria premessa per sostenere che, nella specie, si trattava di lavori di finitura.

La legittimità del diniego di condono edilizio su manufatti progressivamente realizzati sulla base di concessioni demaniali
18/01/2013

La mancanza di titolo edilizio di un manufatto, progressivamente realizzato sulla base delle sole concessioni demaniali, comporta la sicura configurazione come abusivo, ai fini urbanistico-edilizi: la sopravvenienza di una normativa vincolistica, rispetto alla data di esecuzione delle opere abusive (ed anche rispetto alla data di presentazione della domanda di condono edilizio), non ne esclude l’applicabilità in sede di valutazione della domanda, sia in base ai principi generali (ratione temporis), sia in base al principio specifico desumibile dall’art. 32, comma 2, legge n. 47/1985: in sede di rilascio della concessione edilizia a sanatoria di opere edilizie abusive, si deve tener conto del vincolo esistente al momento in cui venga esaminata la domanda di condono, a prescindere dall’epoca d’imposizione del vincolo stesso.

Coscienza dell'antigiuridicità dell'azione
16/06/2012

La fattispecie di cui all'art. 181, comma 1bis, D,Lgs. n. 42/2004 è punita a titolo di dolo generico. Quanto alla coscienza dell'antigiuridicità dell'azione, presupposto della responsabilità penale è la conoscibilità, da parte del soggetto agente, dell'effettivo contenuto precettivo della norma e, secondo la sentenza n. 364/1988 della Corte Costituzionale (in relazione alla previsione dell'art. 5 cod. pen.), va considerata quale limite alla responsabilità personale soltanto l'oggettiva impossibilità di conoscenza del precetto (c.d. ignoranza inevitabile, e quindi scusabile, della legge penale).

Modificazione del territorio; decespugliamento; integrazione del reato ex art. 181 D.Lgs n. 42/04
07/05/2012

In materia di tutela ambientale, qualsiasi modificazione del territorio, al di fuori delle ipotesi consentite, purché astrattamente idonea a ledere il bene protetto, configura il reato di cui all’articolo 181 del D.Lgs 42/04. Quindi anche il decespugliamento, il taglio o la distruzione di ceppaie, al di fuori di qualsiasi pratica colturale ed in assenza di autorizzazione o in difformità da esse, configura il reato di cui all’articolo 181 del D.Lgs n. 42/04. Il possesso dell’autorizzazione per il taglio di un bosco non legittima il danneggiamento delle ceppaie.

Realizzazione di un manufatto abusivo; irrilevanza della sua funzione
04/05/2012

L’infruttuoso decorso del termine di quarantacinque giorni dall’adozione della sospensione dei lavori, previsto per l’adozione del provvedimento ripristinatorio, non estingue il procedimento sanzionatorio edilizio, e non comporta la necessità che il procedimento riprenda con una nuova comunicazione di avvio, ai fini di partecipazione; ma determina, semplicemente, la cessazione dell’efficacia della sospensione, consentendo, qualora si tratti di lavori in corso, che essi possano riprendere senza incorrere nell’inosservanza dell’ordine temporaneo. La funzione di manufatto non condiziona la sua natura abusiva. Nei procedimenti sanzionatori edilizi, l’ordinanza di demolizione costituisce atto dovuto e vincolato che non necessita di una particolare motivazione essendo sufficiente l’accertamento della natura abusiva delle opere.

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