A cura di
Andrea Quaranta
Giurista ambientale

DIRITTO DELL'AMBIENTE

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AA.VV. - Coordinamento di Andrea Quaranta

Responsabilità ambientale e assicurazioni

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/Paesaggio - Urbanistica - Beni culturali

Il concetto di ristrutturazione edilizia fra super-DIA e permesso di costruire
11/03/2013

La nozione di ristrutturazione edilizia, laddove consista in un demolizione seguita da ricostruzione, presuppone il ripristino o la sostituzione di elementi costitutivi dell’edificio originario finalizzati a trasformare l’organismo preesistente a condizione che rimangano immutati sagoma, volume ed altezza e necessita del permesso di costruire.

Accanto a tale nozione di tipo estensivo si colloca il tradizionale concetto di ristrutturazione non comportante interventi di restyling sul preesistente, che possono anche prevedere aumenti di volume e/o superfici, purché modesti: in tali casi è ben possibile procedere attraverso la c.d. “DIA alternativa” (a richiesta dell’interessato) come si desume dal testo dell’art. 22, comma 3, lett. a), come modificato dal D.Lgs n. 301/2002.

Zonizzazione del territorio e natura conformativa delle NTA
06/03/2013

La zonizzazione del territorio (con i connessi vincoli che incidono con carattere di generalità e in modo obiettivo su intere categorie di beni) è connaturata normalmente alla pianificazione urbanistica, per cui non può essere ex sé considerata di natura ablatoria.

La possibilità che il diritto di proprietà subisca alcune limitazioni in ragione dell'interesse pubblico costituisce un rischio fisiologico connesso al diritto stesso.

La previsione di una tipologia urbanistica “a verde pubblico” non configura quindi né un vincolo preordinato all'espropriazione e neppure un'inedificabilità assoluta, in quanto si tratta di una prescrizione normalmente diretta a regolare concretamente l'attività edilizia, che attiene ad una “potestà conformativa” che è propria dello strumento urbanistico generale.

La divisione dei compiti fra Stato e Regioni nella disciplina del condono edilizio
01/03/2013

Nella disciplina del condono edilizio convergono la competenza legislativa esclusiva dello Stato in materia di sanzionabilità penale e la competenza legislativa concorrente in tema di governo del territorio di cui all’art. 117, terzo comma, Cost.

Ciò comporta che «alcuni limitati contenuti di principio di questa legislazione possono ritenersi sottratti alla disponibilità dei legislatori regionali, cui spetta il potere concorrente di cui al nuovo art. 117 Cost. (ad esempio certamente la previsione del titolo abilitativo edilizio in sanatoria di cui al comma 1 dell’art. 32, il limite temporale massimo di realizzazione delle opere condonabili, la determinazione delle volumetrie massime condonabili). Per tutti i restanti profili è invece necessario riconoscere al legislatore regionale un ruolo rilevante…

Divieto assoluto di modificazione del regime delle acque in zone di riserva orientate - Cassazione 19389/12
22/02/2013

Nelle “zone di riserva generale orientata” di un parco nazionale è preclusa la realizzazione di nuove centrali idroelettriche ed opere connesse, senza che rilevino le modalità di realizzazione degli interventi e senza che si renda necessario un accertamento del concreto pregiudizio ai beni protetti, giacché l’art. 12, comma 2, lett. b) della legge 6 dicembre 1991, n. 394 stabilisce in termini assoluti e perentori che in queste zone “è vietato costruire nuove opere edilizie, ampliare le costruzioni esistenti, eseguire opere di trasformazione del territorio”.

Sono consentite unicamente le utilizzazioni produttive tradizionali, la realizzazione delle infrastrutture strettamente necessarie, gli interventi di gestione delle risorse naturali a cure dell’ente Parco, la manutenzione delle opere esistenti.

I poteri del giudice penale e il rispetto della legalità
01/02/2013

Il giudice penale, nel valutare la sussistenza o meno della liceità di un intervento edilizio, deve verificarne la conformità a tutti i parametri di legalità fissati dalla legge, dai regolamenti edilizi, dagli strumenti urbanistici e dal titolo abilitativo edificatoria.

Deve escludersi, infatti, che, qualora sussista difformità a previsioni normative statali o regionali, ovvero a prescrizioni degli strumenti urbanistici, il giudice debba comunque concludere per la mancanza di illiceità penale qualora sia stata rilasciata concessione edilizia o permesso di costruire, in quanto detti provvedimenti non sono idonei a definire esaurientemente lo statuto urbanistico ed edilizio dell’opera realizzanda.

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