
DIRITTO DELL'AMBIENTE
DIRITTO DELL'ENERGIA
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In materia di tutela ambientale, qualsiasi modificazione del territorio, al di fuori delle ipotesi consentite, purché astrattamente idonea a ledere il bene protetto, configura il reato di cui all’articolo 181 del D.Lgs 42/04. Quindi anche il decespugliamento, il taglio o la distruzione di ceppaie, al di fuori di qualsiasi pratica colturale ed in assenza di autorizzazione o in difformità da esse, configura il reato di cui all’articolo 181 del D.Lgs n. 42/04. Il possesso dell’autorizzazione per il taglio di un bosco non legittima il danneggiamento delle ceppaie.
L’infruttuoso decorso del termine di quarantacinque giorni dall’adozione della sospensione dei lavori, previsto per l’adozione del provvedimento ripristinatorio, non estingue il procedimento sanzionatorio edilizio, e non comporta la necessità che il procedimento riprenda con una nuova comunicazione di avvio, ai fini di partecipazione; ma determina, semplicemente, la cessazione dell’efficacia della sospensione, consentendo, qualora si tratti di lavori in corso, che essi possano riprendere senza incorrere nell’inosservanza dell’ordine temporaneo. La funzione di manufatto non condiziona la sua natura abusiva. Nei procedimenti sanzionatori edilizi, l’ordinanza di demolizione costituisce atto dovuto e vincolato che non necessita di una particolare motivazione essendo sufficiente l’accertamento della natura abusiva delle opere.
Il provvedimento di annullamento del nulla osta paesaggistico rilasciato dall'ente subdelegato non ha natura di atto recettizio e, pertanto, il termine perentorio di sessanta giorni, previsto per l'eventuale annullamento, attiene alla sua adozione e non anche alla sua comunicazione. L'annullamento ministeriale esaurisce il procedimento relativo alla compatibilità ambientale e paesaggistica. E, infatti, l'annullamento da parte dell'autorità statale costituisce espressione di un sistema di concorrenza di poteri in cui la partecipazione statale al procedimento regionale o sub regionale si concreta in un'eventuale fase correttiva di secondo grado collegata ad esigenze di estrema difesa del vincolo paesaggistico. Da tale ricostruzione discende che l'annullamento ministeriale chiude il procedimento...
L’intervento della Sovrintendenza deve tendere alla conservazione dei valori presidiati dal vincolo al fine di evitare ulteriori interventi deturpanti, a prescindere dall’esistenza di eventuali altre evidenze abusive, dal momento che la situazione di compromissione della bellezza naturale ad opera di preesistenti realizzazioni, anziché impedire, richiede che nuove costruzioni non alterino maggiormente l’ambito protetto [...]. La valutazione dell’Amministrazione va necessariamente riferita alla circostante, anche se circoscritta, realtà dei luoghi nei quali il manufatto considerato viene ad inserirsi, [...] tenendo presente le effettive e reali condizioni di sistema dell’area in cui il manufatto è stato inserito.