A cura di
Andrea Quaranta
Giurista ambientale

DIRITTO DELL'AMBIENTE

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AA.VV. - Coordinamento di Andrea Quaranta

Responsabilità ambientale e assicurazioni

IPSOA

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/Gestione dei rifiuti

Il carattere ordinatorio delle disposizioni che individuano i criteri di ammissibilità dei rifiuti in discarica
04/09/2013

Le disposizioni che individuano i criteri di ammissibilità dei rifiuti in discarica hanno come finalità esclusiva, quella di verificare la conferibilità in discarica del singolo rifiuto previo accertamento delle caratteristiche e della loro rispondenza ai requisiti normativamente fissati, il che non consente di estenderne l'ambito di applicazione in momenti successivi a quello del conferimento. Tali disposizioni, peraltro, non prevedono alcuna sanzione di nullità o inutilizzabilità in caso di inosservanza ed hanno pertanto carattere ordinatorio. Deve inoltre ritenersi possibile che la verifica circa l'ammissione, in una discarica di inerti, di rifiuti che non soddisfano i criteri normativamente individuati possa essere effettuata, dopo il conferimento, non soltanto mediante accertamento analitico, ma anche attraverso l'utilizzazione di ogni elemento di prova valutabile dal giudice. Sicché, sul gestore...

Le analisi chimiche devono essere fatte su tutte le partite di rifiuti in entrata in un impianto di recupero?
12/07/2013

Le prescrizioni volte ad imporre l’analisi chimica su tutte le partite di rifiuti entranti in un impianto di recupero sono del tutto inusuali e tecnicamente inapplicabili pur allo stato della scienza e della pratica di specie stessa con probabilità di pervenire anche a risultati ed analisi non definitori, fuorvianti e perplessi. Se da un lato, ed in astratto, tali prescrizioni siffatte sembrano potersi ritenere tese a praticare il principio comunitario di prevenzione e cautela, dall’altro, tuttavia, le stesse in concreto appaiono del tutto inusuali, non certe nel loro risultato utile ed altresì non imponibili normativamente.

Nell’accogliere il ricorso, il TAR di Brescia ha dedotto che, nel caso medesimo, le stesse assumono le caratteristiche della sproporzionalità e della non inerenza e che, comunque, le medesime sono fuori luogo ed eccessivamente comprimenti l’iniziativa de qua anche ...

A chi spetta rimuovere i rifiuti abbandonati sulle piazzole di sosta del raccordo autostradale?
03/07/2013

È illogico imporre al Comune il dovere di rimuovere i rifiuti abbandonati su strada e sue pertinenze, di proprietà di soggetto terzo, poiché la relativa attività comporterebbe l'occupazione della carreggiata con mezzi pesanti per la raccolta e il trasporto dei rifiuti, nonché il transito di operatori ecologici per le altre attività proprie della raccolta rifiuti, che sono oggettivamente incompatibili, o comunque interferenti, con il normale flusso della circolazione stradale, specialmente di un raccordo autostradale, come nel caso in esame. È soltanto l'ente proprietario o gestore della strada che, infatti, può razionalmente ed efficacemente programmare ed attuare "in sicurezza" la pulizia della strada e delle sue pertinenze, poiché solo essi possono programmare e gestire tutte le misure e le cautele idonee a garantire la sicurezza della circolazione e degli operatori addetti alle pulizie"

Realizzazione di una discarica: partecipazione del pubblico
19/06/2013

La direttiva 96/61 va interpretata nel senso che essa:

  • esige che il pubblico interessato abbia accesso ad una decisione di assenso urbanistico edilizio sin dall’inizio del procedimento di autorizzazione dell’impianto di cui trattasi;
  • non consente alle autorità nazionali competenti di rifiutare al pubblico interessato l’accesso a tale decisione adducendo la tutela della riservatezza delle informazioni commerciali o industriali prevista dal diritto nazionale o dell’Unione al fine di proteggere un legittimo interesse economico, e
  • non osta a che un rifiuto ingiustificato di mettere a disposizione del pubblico interessato una decisione di assenso urbanistico edilizio nel corso del procedimento amministrativo
L’analisi del testo nel contesto per una giustizia sostanziale, effettiva e sostenibile
13/03/2013

Il principio di proporzionalità dell’azione amministrativa impone un’indagine c.d. “trifasica”, che passa attraverso l’accertamento della necessità della misura, della sua idoneità allo scopo da raggiungere e della stretta proporzionalità della misura applicata con il fine da raggiungere; per cui in applicazione di tale principio deve essere preferita “la misura più mite” che consenta di raggiungere lo scopo perseguito dalla norma. Tale principio di proporzionalità, in definitiva, richiamando una valutazione che incide sulla misura dell’esercizio del potere, impone alla Pubblica Amministrazione di valutare attentamente le esigenze dei soggetti titolari di interessi coinvolti nella sua azione, al fine di trovare la soluzione che comporti il minor sacrificio per gli interessi stessi, ed è, al contempo, manifestazione del principio di ragionevolezza nel quale confluiscono i principi di...

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