A cura di
Andrea Quaranta
Giurista ambientale

DIRITTO DELL'AMBIENTE

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DIRITTO DELL'ENERGIA

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AA.VV. - Coordinamento di Andrea Quaranta

Responsabilità ambientale e assicurazioni

IPSOA

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/Gestione dei rifiuti

Gli inerti da demolizione non sono terre e rocce da scavo
23/10/2013

La non assimilazione degli inerti derivanti da demolizione di edifici o da scavi di strade alle terre e rocce da scavo è stata ribadita con il testo unico ambientale.

Anche lo smaltimento delle sole terre e rocce da scavo, prive dei requisiti previsti per essere esonerate dal regime dei rifiuti, conserva rilevanza penale ex art.256 D.L.vo 152/2006.

Presupposti del reato di attività organizzate per il traffico illecito
14/10/2013

Non rientra tra i presupposti del reato di traffico illecito di rifiuti né il danno ambientale né la minaccia grave dello stesso danno, atteso che la previsione di ripristino ambientale (il giudice ordina il ripristino dello stato dell’ambiente e può subordinare la concessione della sospensione condizionale della pena all'eliminazione del danno o del pericolo per l'ambiente) si riferisce alla sola eventualità in cui il danno o il pericolo si siano effettivamente verificati e non muta la natura del reato da reato di pericolo presunto a reato di danno.

Materiali derivati dallo sfruttamento delle cave ed esclusione dal novero dei rifiuti
30/09/2013

La disciplina giuridica dei fanghi si pone, a livello giuridico e concettuale, a cavallo fra quella relativa alla gestione delle acque e quella sulla gestione dei rifiuti. Una particolare categoria di fanghi è quella costituita dai limi provenienti dalla c.d. “prima pulitura” dei materiali di estrazione, che vanno considerati come derivanti direttamente dallo sfruttamento della cava e non da diversa e successiva lavorazione delle materia prime.

Sono esclusi dalla normativa sui rifiuti solo i materiali derivati dallo sfruttamento delle cave quando restino entro il ciclo produttivo dell’estrazione e connessa pulitura, cosicché l’attività di sfruttamento della cava non può confondersi con la lavorazione successiva dei materiali e, se si esula dal ciclo estrattivo, gli inerti provenienti dalla cava sono da considerarsi rifiuti ed il loro smaltimento, ammasso, deposito e discarica è regolato dalla disciplina generale.

L'inosservanza delle prescrizioni perdura anche se c'è il sequestro
25/09/2013

Sono legittimi i provvedimenti comunali e provinciali d'inibizione dell’attività di messa in riserva e recupero di rifiuti inerti non pericolosi per inosservanza delle prescrizioni, autorizzati con procedura semplificata di cui agli artt. 214 e 216 del d.lgs. n. 152/2006, sottoposti a sequestro penale.

Sebbene i cumuli di rifiuti de quibus, infatti, risultassero oggetto di sequestro penale, tale circostanza non consente di perdurare nella violazione delle disposizioni normative che disciplinano l’esercizio dell’attività di recupero degli inerti in forma semplificata di cui la Provincia aveva accertato il mancato rispetto.

Chi deve rimuovere i rifiuti abbandonati sulle strade? - Andrea Quaranta
11/09/2013

L’art. 192 del TUA vieta l’abbandono e il deposito incontrollati di rifiuti sul suolo e nel suolo, l’immissione di rifiuti di qualsiasi genere, allo stato solido o liquido, nelle acque superficiali e sotterranee. In base all’art. 14 del codice della strada, fra i poteri e i compiti degli enti proprietari delle strade rientrano quelli volti alla manutenzione, alla gestione e alla pulizia delle strade, delle loro pertinenze e arredo. Tenuto conto che, ai sensi del comma 3 dell’art 14 del codice della strada “per le strade in concessione i poteri e i compiti dell’ente proprietario della strada previsti dal presente codice sono esercitati dal concessionario, salvo che sia diversamente stabilito”, e che l’art. 198 del TUA attribuisce ai Comuni il compito di disciplinare la gestione dei rifiuti urbani con appositi regolamenti che devono stabilire, inter alia, le misure per assicurare la tutela igienico-sanitaria in tutte le fasi della...

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