A cura di
Andrea Quaranta
Giurista ambientale

DIRITTO DELL'AMBIENTE

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DIRITTO DELL'ENERGIA

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AA.VV. - Coordinamento di Andrea Quaranta

Responsabilità ambientale e assicurazioni

IPSOA

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/Gestione dei rifiuti

Rifiuti, i fanghi di cemento non sono sottoprodotti
24/03/2014

I fanghi di cemento non possono essere considerati sottoprodotti.

Affinché una sostanza possa essere considerata come sottoprodotto è necessario, fra l’altro, che la stessa possa essere utilizzata direttamente senza alcun ulteriore trattamento diverso dalla normale pratica industriale, che soddisfi, per l’utilizzo specifico, tutti i requisiti pertinenti riguardanti i prodotti e la protezione della salute e dell’ambiente, e che sia originata da un processo di produzione, di cui costituisce parte integrante, e il cui scopo primario non è la sua produzione.

Per configurare il reato di traffico illecito di rifiuti occorre effettuare una valutazione globale
21/03/2014

Il delitto di "attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti" sanziona comportamenti non occasionali di soggetti che, al fine di conseguire un ingiusto profitto, fanno della illecita gestione dei rifiuti la loro redditizia, anche se non esclusiva attività, per cui per perfezionare il reato è necessaria una, seppure rudimentale, organizzazione professionale (mezzi e capitali) che sia in grado di gestire ingenti quantitativi di rifiuti in modo continuativo, ossia con pluralità di operazioni condotte in continuità temporale, operazioni che vanno valutate in modo globale: alla pluralità delle azioni, che è elemento costitutivo del fatto, corrisponde una unica violazione di legge, e perciò il reato è abituale dal momento che per il suo perfezionamento è necessaria le realizzazione di più comportamenti della stessa specie

Per gli inceneritori sempre le migliori tecnologie disponibili: a prescindere dal titolo abilitativo
19/03/2014

Oggi analizziamo un aspetto particolare della disciplna sull'incenerimento dei rifitui: quello relativo alla configurazione del reato di esercizio di un impianto di termo-distruzione senza aver adottato tutte le misure affinché le attrezzature utilizzate per la ricezione, gli stoccaggi, i pretrattamenti e la movimentazione dei rifiuti, nonché la movimentazione e lo stoccaggio dei residui prodotti, fossero progettate e gestite in modo da ridurre le emissioni e gli odori, secondo la miglior tecnologia disponibile.

E vedremo che l’inosservanza della norma che impone le migliori tecnologie disponibili costituisce reato, a prescindere dalle espresse previsioni del titolo abilitativo

Ammissibilità in discarica dei rifiuti tritovagliati - Ministero Ambiente
20/12/2013

Il trattamento dei rifiuti destinati a discarica deve consistere in processi che, oltre a modificare le caratteristiche dei rifiuti allo scopo di ridurre il volume o la natura pericolosa e di facilitarne il trasporto o favorirne il recupero, abbiano altresì l'effetto di evitare o ridurre il più possibile le ripercussioni negative sull'ambiente nonché i rischi per la salute umana.

Un trattamento che consiste nella mera compressione e/o triturazione di rifiuti indifferenziati da destinare a discarica, e che non includa un'adeguata selezione delle diverse frazioni dei rifiuti e una qualche forma di stabilizzazione della frazione organica dei rifiuti stessi, non è tale da evitare o ridurre il più possibile le ripercussioni negative sull'ambiente e i rischi sulla salute umana, ai sensi della normativa comunitaria.

Amianto: quale responsabilità per il datore di lavoro?
18/12/2013

L’art. 2087 cod. civ. non configura un'ipotesi di responsabilità oggettiva, in quanto la responsabilità del datore di lavoro va collegata alla violazione degli obblighi di comportamento imposti da norme di legge o suggeriti dalle conoscenze sperimentali o tecniche del momento, sicché incombe al lavoratore che lamenti di avere subito, a causa dell'attività lavorativa svolta, un danno alla salute, l'onere di provare l'esistenza di tale danno, come pure la nocività dell'ambiente di lavoro, nonché il nesso tra l'uno e l'altro, e solo se il lavoratore abbia fornito la prova di tali circostanze sussiste per il datore dì lavoro l'onere di provare di avere adottato tutte le cautele necessarie ad impedire il verificarsi del danno e che la malattia del dipendente non è ricollegabile alla inosservanza di tali obblighi.

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