Energia rinnovabile e bonifiche al centro del dibattito (e della consulenza) ambientale di
Andrea QuarantaLe
fonti di energia rinnovabili rappresentano il futuro dello sviluppo (non solo: sostenibile!) della nostra società: tuttavia, nel nostro Paese, i cavillosi ostacoli burocratici, le azzardate scelte politiche e il consolidato
“gioco dell’oca autorizzativo” hanno, di fatto, frenato lo sviluppo dell’energia sostenibile.
Affrontare, oggi, l’
iter autorizzatorio per realizzare un
impianto fotovoltaico anche di piccole dimensioni, o per installare il c.d. “
mini-eolico” ? tanto per fare due esempi ? rappresenta una sfida per i cittadini e le imprese che hanno deciso di intraprendere l’unica strada verso la sostenibilità ambientale-sociale-economica: già, perché le ripercussioni della gestione dell’ambiente sull’economia e sulla sociologia, finora minimizzate, sono tutt’altro che irrilevanti, come è stato sottolineato al recente “Klimaenergy 2009” dove, accanto alle problematiche concernenti il
risparmio e l’
efficienza energetica, sono state presentate alcune
esperienze locali particolarmente virtuose, le quali mostrano e dimostrano che, attraverso la condivisione di progetti realizzabili, la partecipazione, il coinvolgimento e l’informazione dei cittadini, è possibile creare e sviluppare un nuovo
modello di società ambientalmente sostenibile, economicamente virtuosa e socialmente “funzionante”?
A complicare ulteriormente questo desolante quadro, si inseriscono le molteplici normative regionali, le quali, dettando discipline diverse fra di loro, alimentano la nostrana giungla normativa, creando anche disparità di opportunità e di trattamento fra cittadini che vivono in regioni differenti.
In attesa delle famose linee guida nazionali ? in grado di uniformare (semplificandoli e velocizzandoli, ci si augura) i procedimenti amministrativi ? che, dopo sei anni, sono soltanto in fase di bozza, molti lettori di Natura Giuridica “chiedono lumi”: una
consulenza legale ambientale in grado di guidarli nei meandri delle normative, della prassi, delle possibili e divergenti interpretazioni giurisprudenziali del
diritto dell’ambiente e dell’
energia.
Ma su Natura Giuridica non si è parlato solo di fonti rinnovabili di energia.
La bonifica dei siti contaminati, infatti, rappresenta un altro tema delicato nel panorama del diritto ambientale, nel quale, ancora una volta, il nostro legislatore ha evidenziato gravi lacune, in grado di paralizzare il mercato con le sue incoerenze e contraddizioni.
Le problematiche relative ai c.d. “
brownfields” (sviscerate all’edizione di quest’anno di Remtech, e oggetto di approfondimenti analitici sulla rivista
ECO), alla gestione delle acque emunte dalla falda (rese ulteriormente complicate dalla sentenza del
TAR di Cagliari n. 549/09) e all’omessa bonifica (oggetto di un appassionato intervento ad un recente
convegno sulla bonifica e sul danno ambientale nei siti contaminati di interesse nazionale) sono quelle fra le più scottanti e di interesse per gli operatori del settore, che sempre più spesso ricorrono alla figura del
giurista ambientale per orientarsi, laddove il legislatore sembra aver perso la bussola.
La maggior parte dei giuristi ambientali ritiene non più procrastinabile una seria, approfondita, autorevole ridefinizione della normativa energetico-ambientale, in grado di permettere di superare anche lo stallo socio-economico nel quale il nostro Paese annaspa.
Natura Giuridica è in prima linea nello studio, nell’approfondimento di queste problematiche e nella ricerca di soluzioni concrete, in grado di fornire un servizio completo di consulenza legale ambientale e di assistere gli operatori del settore passo per passo nella difficile gestione delle incombenze ambientali.
05/10/2009