A cura di
Andrea Quaranta
Giurista ambientale

DIRITTO DELL'AMBIENTE

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DIRITTO DELL'ENERGIA

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AA.VV. - Coordinamento di Andrea Quaranta

Responsabilità ambientale e assicurazioni

IPSOA

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/Ambiente & mercato - Responsabilità d'impresa

Diritto all’informazione ambientale utilizzato a fini ispettivi?
15/02/2013

Il diritto all’informazione ambientale, che costituisce principio generale dell'attività amministrativa al fine di favorire la partecipazione e di assicurarne l'imparzialità e la trasparenza, non può essere esercitato a fini genericamente ispettivi, e non dà luogo ad una pretesa meramente strumentale alla difesa in giudizio, essendo piuttosto finalizzato al conseguimento di un autonomo bene della vita qual è quello alla conoscenza dell'attività amministrativa per consentire alla pubblica amministrazione di adottare un "giusto" provvedimento che postula la completa conoscenza di tutti gli interessi in gioco, anche quelli privati, onde limitare quanto più possibile i sacrifici loro imposti. Il diritto di accesso non può essere utilizzato come strumento per un mero generico e generalizzato controllo esplorativo sull'azione amministrativa per verificare la possibilità di eventuali, future lesive di interessi...

Le spese per i procedimenti ambientali non devono essere eccessivamente onerose
30/01/2013

Quanto devono costare i procedimenti giurisdizionali in materia ambientale?

L’Avvocato generale della Corte di Giustizia, nelle sue recenti conclusioni nella causa C-260/11, ha detto che, in linea di principio, spetta agli Stati membri stabilire come impedire che i procedimenti giurisdizionali ivi contemplati non vengano portati a termine a causa delle loro spese.

Tali misure devono però essere sufficientemente chiare ed assicurare in maniera vincolante che le finalità della convenzione di Åarhus vengano soddisfatte in ogni singolo caso e rispettare, nello stesso tempo, i principi di effettività e di equivalenza, nonché i diritti fondamentali dell’ordinamento giuridico dell’Unione.

Responsabilità delle persone giuridiche, vittime del reato e costituzine di parte civile
10/10/2012

La regola generale sancita nella prima parte dell’articolo 9, paragrafo 1, della decisione quadro del Consiglio 2001/220/GAI del 15 marzo 2001, relativa alla posizione della vittima nel procedimento penale deve essere interpretata nel senso che, qualora l’ordinamento giuridico di uno Stato membro preveda la possibilità di instaurare un procedimento nei confronti di persone giuridiche con riferimento ad un illecito, la circostanza che tale ordinamento possa qualificare la responsabilità rispetto a tale illecito come «indiretta e sussidiaria» e/o «amministrativa» non solleva tale Stato membro dall’obbligo di applicare le disposizioni del menzionato articolo rispetto alle persone giuridiche se...

Il caso ILVA: l'autorizzazione integrata ambientale
08/10/2012

La fissazione di un obbligo all’interno dell’autorizzazione ambientale richiede la specificazione del contenuto dell’attività imposta al gestore, al quale non può essere riservata la facoltà di presceglierne la modalità attuativa, con il rischio di soggiacere all’incertezza di non adempiervi puntualmente. Per sopravvenuti motivi di pubblico interesse ovvero nel caso di mutamento della situazione di fatto o di nuova valutazione dell'interesse pubblico originario, il provvedimento amministrativo ad efficacia durevole può essere revocato da parte dell'organo che lo ha emanato ovvero da altro organo previsto dalla legge.

Responsabilità della P. A. per danni causati ai soggetti dell’ordinamento; condizioni per il riconoscimento del risarcimento del danno
06/04/2012

Il principio della responsabilità dello Stato per danni causati ai soggetti dell’ordinamento da violazioni del diritto comunitario ad esso imputabili è inerente al sistema stesso del Trattato CE: di conseguenza, ai soggetti lesi è riconosciuto un diritto al risarcimento, purché siano soddisfatte tre condizioni: 1) che la norma giuridica comunitaria violata sia preordinata a conferire loro diritti; 2) che esista un nesso causale diretto tra la violazione in parola e il danno subito da tali soggetti e 3) 2) che la violazione di tale norma sia sufficientemente qualificata, condizione, quest’ultima, che ricorre allorché la violazione sia “grave e manifesta” sulla base di una pluralità di indici rivelatori, che devono essere valutati caso per caso dal giudice interno applicando la disciplina nazionale in materia di responsabilità dello Stato.

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